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Sant’Antimo Rosso DOC “Nearco” 2016 – Col d’Orcia

  • Annata: 2016
  • Denominazione: Sant’Antimo DOC
  • Vitigni: : 55% Merlot, 20% Petit Verdot, 15% Syrah, 10% Cabernet
  • Alcol: 14%
  • Formato: 0.75l
  • Temperatura di servizio: 18°C
  • Momento per degustarlo: Cena tra amici
  • Tipologia: Rosso
  • Abbinamenti: Secondi di terra
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Descrizione

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Rosso rubino intenso, con lievi riflessi violacei. Al naso esprime un profilo olfattivo intenso ed armonico, note di frutta matura quali ribes e ciliegia si fondono perfettamente con tracce speziate di vaniglia e di chiodi di garofano. Al palato è morbido, caldo, ampio. Una trama tannica matura è ben bilanciata da una certa freschezza. Chiude con un finale sul frutto, di buona persistenza.

ABBINAMENTI

A tutto pasto, il “Nearco” è vino rosso che ben si abbina a ricchi piatti della gastronomia toscana. Brasato di vitello al vino rosso.

CANTINA

Importantissima azienda di Montalcino, quella di Col d’Orcia è una storia che affonda le radici nell’Ottocento.
È infatti datato 1890 l’acquisto della proprietà da parte della famiglia Franceschi, originaria di Firenze, quella che dette il primo e fondamentale impulso alla già avviata produzione di Brunello. La successiva svolta avviene nel 1973, quando i piemontesi Cinzano rilevarono l’intera proprietà e utilizzarono la loro già estesa rete commerciale dei liquori per incrementare le vendite dei vini della tenuta toscana.
Oggi, a oltre un secolo di distanza, Col d’Orcia è il terzo produttore per volumi di tutta la denominazione, il primo in Toscana per estensione di vigneti coltivati secondo i dettami dell’agricoltura biologica. Nonostante questi numeri così importanti, Col d’Orcia riesce a esprimere una produzione sempre eccellente, di grande qualità non solo nel suo “Poggio al Vento”, uno dei migliori Brunello di tutta Montalcino, ma anche e soprattutto in tutta la restante linea. Lo scenario è quello dell’areale sud del territorio di Montalcino: è qui che si incontrano i 540 ettari di proprietà aziendale, di cui al momento poco meno di 150 risultano essere vitati. In un microclima protetto dal Monte Amiata e mitigato dalle brezze marine provenienti dal Tirreno, tra i filari sono ospitate tanto varietà autoctone, come il sangiovese, il ciliegiolo e il moscadello di Montalcino, quanto uve internazionali, quali cabernet, merlot, pinot grigio, chardonnay, petit verdot e syrah. Grappoli che in cantina sono trasformati con rigore e metodo: a un’accurata cernita, segue la fermentazione con macerazione sulle bucce, in vasche di acciaio a temperatura controllata. Successivamente, l’invecchiamento è svolto in botti di rovere di Slavonia e in barrique di rovere francese, dove il vino può maturare sino a quattro anni.
Ecco tutto: niente segreti e nessuna scorciatoia, per quelli che sono vini estremamente eleganti, di intrinseca nobiltà, tra l’altro sempre caratterizzati da un insuperabile rapporto qualità/prezzo.

Recensioni

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