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Sant’Antimo DOC “Olmaia” 2006 – Col d’Orcia

  • Annata: 2006
  • Denominazione: Sant’Antimo DOC
  • Vitigni: Cabernet Sauvignon 100%
  • Alcol: 14%
  • Formato: 0.75l
  • Temperatura di servizio: 18°C
  • Momento per degustarlo: Cena tra amici
  • Tipologia: Rosso
  • Abbinamenti: Primi di carne, Secondi di carne rossa
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Descrizione

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Rosso rubino intenso, con riflessi violacei. Al naso si esprime con sentori di frutti rossi maturi, note di peperone rosso, cenni di vaniglia e toni di rovere. Al palato si rivela ricco e complesso, di grande struttura e lunga persistenza.

ABBINAMENTI

Ottimo in abbinamento ai piatti più strutturati della tradizione toscana, è ideale per accompagnare la pappardelle al sugo di carne.

CANTINA

Importantissima azienda di Montalcino, quella di Col d’Orcia è una storia che affonda le radici nell’Ottocento.
È infatti datato 1890 l’acquisto della proprietà da parte della famiglia Franceschi, originaria di Firenze, quella che dette il primo e fondamentale impulso alla già avviata produzione di Brunello. La successiva svolta avviene nel 1973, quando i piemontesi Cinzano rilevarono l’intera proprietà e utilizzarono la loro già estesa rete commerciale dei liquori per incrementare le vendite dei vini della tenuta toscana.
Oggi, a oltre un secolo di distanza, Col d’Orcia è il terzo produttore per volumi di tutta la denominazione, il primo in Toscana per estensione di vigneti coltivati secondo i dettami dell’agricoltura biologica. Nonostante questi numeri così importanti, Col d’Orcia riesce a esprimere una produzione sempre eccellente, di grande qualità non solo nel suo “Poggio al Vento”, uno dei migliori Brunello di tutta Montalcino, ma anche e soprattutto in tutta la restante linea. Lo scenario è quello dell’areale sud del territorio di Montalcino: è qui che si incontrano i 540 ettari di proprietà aziendale, di cui al momento poco meno di 150 risultano essere vitati. In un microclima protetto dal Monte Amiata e mitigato dalle brezze marine provenienti dal Tirreno, tra i filari sono ospitate tanto varietà autoctone, come il sangiovese, il ciliegiolo e il moscadello di Montalcino, quanto uve internazionali, quali cabernet, merlot, pinot grigio, chardonnay, petit verdot e syrah. Grappoli che in cantina sono trasformati con rigore e metodo: a un’accurata cernita, segue la fermentazione con macerazione sulle bucce, in vasche di acciaio a temperatura controllata. Successivamente, l’invecchiamento è svolto in botti di rovere di Slavonia e in barrique di rovere francese, dove il vino può maturare sino a quattro anni.
Ecco tutto: niente segreti e nessuna scorciatoia, per quelli che sono vini estremamente eleganti, di intrinseca nobiltà, tra l’altro sempre caratterizzati da un insuperabile rapporto qualità/prezzo.

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