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Brunello di Montalcino Riserva DOCG “Poggio al Vento” 2006 – Col d’Orcia

  • Annata: 2006
  • Denominazione: Brunello di Montalcino Riserva DOCG
  • Vitigni: : Sangiovese 100%
  • Alcol: 15%
  • Formato: 0.75l
  • Temperatura di servizio: 18°C
  • Momento per degustarlo: Occasioni speciali
  • Tipologia: Rosso
  • Abbinamenti: Secondi di terra
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Solo 2 pezzi disponibili

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Descrizione

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Rosso rubino intenso, al naso esprime note ampie, intese e piacevolissime di frutti di bosco e sentori lievemente speziati. Una traccia di erbe aromatiche e di tabacco apre ad un assaggio potente, elegante, caratterizzato da una trama tannica morbida ed avvolgente. Fresco e reattivo, di grande equilibrio, chiude con un finale dalla persistenza praticamente infinita.

ABBINAMENTI

A tutto pasto, il “Poggio al Vento” è Brunello ideale per un grande piatto di carne, meglio se di selvaggina.

CANTINA

Importantissima azienda di Montalcino, quella di Col d’Orcia è una storia che affonda le radici nell’Ottocento.
È infatti datato 1890 l’acquisto della proprietà da parte della famiglia Franceschi, originaria di Firenze, quella che dette il primo e fondamentale impulso alla già avviata produzione di Brunello. La successiva svolta avviene nel 1973, quando i piemontesi Cinzano rilevarono l’intera proprietà e utilizzarono la loro già estesa rete commerciale dei liquori per incrementare le vendite dei vini della tenuta toscana.
Oggi, a oltre un secolo di distanza, Col d’Orcia è il terzo produttore per volumi di tutta la denominazione, il primo in Toscana per estensione di vigneti coltivati secondo i dettami dell’agricoltura biologica. Nonostante questi numeri così importanti, Col d’Orcia riesce a esprimere una produzione sempre eccellente, di grande qualità non solo nel suo “Poggio al Vento”, uno dei migliori Brunello di tutta Montalcino, ma anche e soprattutto in tutta la restante linea. Lo scenario è quello dell’areale sud del territorio di Montalcino: è qui che si incontrano i 540 ettari di proprietà aziendale, di cui al momento poco meno di 150 risultano essere vitati. In un microclima protetto dal Monte Amiata e mitigato dalle brezze marine provenienti dal Tirreno, tra i filari sono ospitate tanto varietà autoctone, come il sangiovese, il ciliegiolo e il moscadello di Montalcino, quanto uve internazionali, quali cabernet, merlot, pinot grigio, chardonnay, petit verdot e syrah. Grappoli che in cantina sono trasformati con rigore e metodo: a un’accurata cernita, segue la fermentazione con macerazione sulle bucce, in vasche di acciaio a temperatura controllata. Successivamente, l’invecchiamento è svolto in botti di rovere di Slavonia e in barrique di rovere francese, dove il vino può maturare sino a quattro anni.
Ecco tutto: niente segreti e nessuna scorciatoia, per quelli che sono vini estremamente eleganti, di intrinseca nobiltà, tra l’altro sempre caratterizzati da un insuperabile rapporto qualità/prezzo.

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